Nuovissimo Dizionario “Ivan Petrovic Pavlov„ degli Stimoli Condizionanti

Ivan_Pavlov_nobel

Alla voce “Condizionamento”, l’Enciclopedia Medica Italiana (volume IV, pagine 848-849) recita, descrivendo il condizionamento classico pavloviano:

 

Nella terminologia pavloviana l’introduzione di carne in bocca è lo stimolo incondizionato che provoca il riflesso incondizionato di salivazione, il suono del campanello è lo stimolo condizionante, inizialmente neutro, ma che per effetto della sua associazione ripetuta con lo stimolo incondizionato («rafforzamento») diviene lo stimolo condizionato che produce il riflesso condizionato di salivazione.

 

Ripercorriamo i passaggi: dunque, c’è una cosa inizialmente neutra (il suono del campanello) che però, a forza di essere associata a un’altra cosa (l’introduzione di carne in bocca), provoca ancora un’altra cosa (la salivazione) con cui non avrebbe alcun collegamento diretto, fino al punto che quella cosa neutra non è più neutra, ma diventa invece il fattore che innesca la reazione.

L’aspetto più interessante di questa dinamica, ormai talmente nota da esser diventata più che altro un modo di dire, è che si rivela proficuamente applicabile ben al di là della psicologia comportamentale. Aiuta infatti a comprendere e descrivere con ineguagliata accuratezza un fenomeno tipico del dibattito pubblico italiano, quello che alla mera enunciazione di alcune parole ben precise fa seguire una reazione sempre uguale, quantificabile e prevedibile, come se appunto ci fosse stato un Pavlov di mezzo a far suonare decine e decine di campanelli. Identico è infatti il decorso: appena una di queste parole viene pronunciata, nel sistema ricettivo di chi ascolta si attivano dei meccanismi irriflessi di precomprensione, che fanno scattare la risposta predeterminata e impostano tutta la comunicazione che segue – in maniera del tutto indipendente, si badi, da ciò che viene detto o dal contesto in cui viene detto.

Tanto che, a saperle usare, queste parole possono diventare un’arma pericolosissima ed efficace. Basta infatti dosare con perizia il loro potere evocativo, e si può esser certi del risultato: portare il discorso là dove si vuole, con la sicurezza che l’uditorio, catturato dal laccio della parola-stimolo, seguirà, dimenticando tutto il resto. Si parla di presidenzialismo? Basta far scivolare con disinvoltura la parola “P2”, e fregarsi le mani consapevoli di averla scampata un’altra volta. Qualcuno accenna timidamente alla necessità di riformare la giustizia? Si infila da qualche parte “Berlusconi”, e passa la paura.

Si capisce allora bene l’esigenza di stilare un elenco, il più possibile dettagliato ed esaustivo, di queste parole-stimolo. Per scopi ludico-ricreativi, visto che è un esercizio analitico abbastanza divertente, e per cercare di capire un po’ meglio come funziona il dibattito pubblico italiano. Ma soprattutto, per potersi in qualche modo difendere, smascherando il meccanismo messo in moto da chi le usa.

Nasce così una nuova sezione di questo blog: una sezione aperta alle collaborazioni e agli aggiornamenti, (si spera) partecipata e partecipativa, perché si chiede ai lettori – quei due-tre che ogni tanto passan di qua – di contribuire segnalando nei commenti sempre nuove parole-stimolo condizionante, nel tentativo di ampliare l’elenco e renderlo così uno strumento di difesa il più completo e efficace possibile. Potremmo dire, con una certa ironia: una sezione-bene comune.

Ecco quindi a voi il Nuovissimo Dizionario “Ivan Petrovic Pavlov” degli Stimoli Condizionanti.

 

– Articolo 18 (Statuto dei Lavoratori)

Baluardo irremovibile e totemico di qualunque dignità del lavoro da un lato, irraddrizzabile legno storto che avvelena tutto il sistema produttivo italiano dall’altro.

Usato di solito per segnalare la propria vicinanza ai lavoratori, la sua evocazione rivela spesso scarsissima conoscenza della materia.

 

– Berlinguer (Enrico)

L’idea platonica di Segretario, il migliore di tutti noi ripensando al quale fa sempre bene vergognarsi un po’ – per la decadenza del partito, per l’assenza di dedizione e di spirito di servizio, perché “la Sinistra” eccetera eccetera.

Perno di tutta le narrazioni a lui successive, in un modo o nell’altro, il suo utilizzo è generalmente teso a legittimare o delegittimare figure specifiche nel panorama della sinistra politica.

 

– Berlusconi (Silvio)

Nome proprio di Male politico a tutto tondo: basta associare a una qualunque posizione o proposta il fatto che “era quello che diceva Berlusconi”, e si avrà in mano un atout giocabile su più o meno qualunque tavolo, dalla riforma del lavoro alla separazione delle carriere in magistratura all’etica pubblica. Che poi, ad esempio, sulla separazione delle carriere dicesse cose abbastanza simili a quelle che sosteneva, per dirne uno, Giovanni Falcone, pare non interessi.

 

– Craxi (Bettino)

Del tutto simile a “Berlusconi”, ma con in più l’aggravante del furto – il termine è infatti ormai praticamente sinonimo di “ladro”.

Molto usato per descrivere sinteticamente tendenze quasi-dittatoriali, da “uomo solo al comando” (vedi voce).

 

– Naturale

Contrapposto di solito a OGM (vedi voce) e simili, il suo uso tende a magnificare un’epoca aurea in cui l’uomo non si metteva a pasticciare con i frutti della terra, l’agricoltura era sapienza contadina e i pomodori non sapevano di carta.

Si moriva giovani, spesso con gravi carenze alimentari e lavorare in campagna era una schiavitù da cui affrancarsi era quasi impossibile, ma vuoi mettere il fascino della pellagra.

 

– OGM

Simbolo pressoché totale del male che fa l’uomo quando interferisce con la natura, sue derivazioni di grande successo sono “fragola-pesce” (prodotto-Frankenstein che ravviva paura e diffidenza) e “Monsanto” (oscura entità demoniaca e onnipotente che tira le fila del nefasto piano).

Come se tutta l’agricoltura, dalla sua nascita, non fosse stata modificazione genetica.

 

– P2 (Loggia massonica)

Altro atout comodamente pronto all’uso per qualunque questione, particolarmente usato quando si vuole insinuare una fascinazione per un autoritarismo criptofascista. Come un capo d’abbigliamento nero, va bene su tutto.

 

– Pasolini (Pier Paolo)

L’Artista Che Aveva Capito Tutto. Di cultura, cinema, politica, società dei consumi, film, poesia, you name it. Lui sa.

 

– Riforma della giustizia

Sinonimo di “attacco alla magistratura”. Sempre e comunque.

 

– “Uomo solo al comando”

Di origine sportiva, termine usato ormai esclusivamente per denunciare tendenze dittatoriali in chi occupa ruoli dirigenziali, solitamente allo scopo di semplificare ed estremizzare il complesso discorso sulla leadership nelle organizzazioni collettive.

4 Pensieri su &Idquo;Nuovissimo Dizionario “Ivan Petrovic Pavlov„ degli Stimoli Condizionanti

  1. Dirigismo
    Mettere al voto una proposta discussa in venti riunioni/assemblee/congressi e decidere in base alla maggioranza dei voti.
    Termine usato da chi voleva la ventunesima discussione..e la ventiduesima…e la ventitreesima…tendenza all’infinito per epsilon piccolo a piacere

  2. Lavoratore
    Di solito al plurale. Requisiti indispensabili: lavorare in fabbrica, tuta blu, chiave inglese nr. 36 nel taschino della tuta.

    Programmatori, consulenti (a 800 Euro mensili), “liberi” professionisti che a fine mese non arrivano, ricercatori che lavorano per la gloria (non li pagano) sono aristocratici intellettualoidi

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