Dio salvi la Regina

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Facciamo un piccolo esperimento mentale.

Scenario 1.

Facciamo finta che in Italia, nei mesi scorsi, abbia avuto luogo un referendum popolare per decidere se uscire o no dall’Unione Europea. E facciamo finta che, contrariamente a tutti i pronostici, abbia vinto il fronte del “Fuori”.

Qualche mese dopo, un parlamentare conservatore del fronte del “Fuori” (boh, chi potrebbe essere? Meloni? Gasparri?) presenta una mozione perché la Rai – che dovrebbe essere un canale televisivo “fieramente italiano” – concluda la programmazione giornaliera trasmettendo l’inno nazionale, a celebrazione dell’uscita dall’Unione Europea e della “riconquistata sovranità nazionale”.

Che succede?
La stampa, gli intellettuali, e i giornalisti Rai in particolare, denunciano l’intollerabile ingerenza e la minaccia autoritaria, il tentativo di imbavagliare la stampa figlio di quel “piduismo perenne” che tanta fortuna continua ad avere come infallibile artificio retorico. Per carità, hanno ragione, ma proprio non riescono a fare a meno di quella postura da vittima di regime che da noi chiunque firmi un articolo o un’articolessa ritiene suo inalienabile diritto, e finiscono col trasformare tutta la questione in un melodramma epico con i buoni, i cattivi, il “simbolo di un’Italia che” e l’inesorabile imbarbarimento culturale – frutto di Berlusconi, della tv, o di tutti e due. Naturalmente, della mozione non se ne fa nulla, ma quello già si sapeva fin dall’inizio, era più folclore che altro; si è però riusciti a tirare avanti con un altro turno di gioco delle parti, con il pericolo della “pancia del Paese” e i sacerdoti della coscienza civica a costante rischio bavaglio, la retroguardia del degrado morale e l’avanguardia dell’impegno civile. E un turno in più, un po’ più di tempo per cullarsi in queste certezze, è già qualcosa, è pur sempre una conferma a portata di mano della propria percezione di sé e del mondo. Per un turno in più, ma almeno si tira avanti.

Scenario 2.

Se tutto questo avviene dove hanno inventato il liberalismo politico e i Monty Python, invece, che succede?

We’re incredibly happy to oblige.

 

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