Io se fossi romano

Roma

Napoli, con De Magistris dato più o meno da tutti come vincente già al primo turno, la do per persa, ma già dal 2011.

Milano boh, è veramente incerta, chissà; e Torino dai, nonostante tutto, credo proprio che sia davvero improbabile che Fassino non ce la faccia. (E comunque, potessi, a Milano voterei Teresa e a Torino Davide, per la cronaca.)

Ma Roma, ecco, Roma è proprio complicata.

Io all’inizio mi ero fatto in testa un film ben preciso, e cioè: da una parte Grillo candida Raggi perché sa benissimo che quel profilo lì può acchiappare a destra, dall’altra Raggi dice cose che sembrano proprio parlare a quella parte lì, e infine Berlusconi candida uno come Bertolaso – una mossa il cui sottotesto a me sembrava essere uno solo: vincere non possiamo né ci interessa, visto il casino che è Roma, e quindi noi vi candidiamo uno invotabile, perché Bertolaso lo odiano tutti indistintamente; dunque, voi romani di destra che piuttosto che votare a sinistra vi tagliate la mano ma uno come Bertolaso lo detestate fatevi due conti, e votate Raggi.

Poi però c’è stato il momento dell’incertezza, vi ricordate, quando il Cav era indeciso se proseguire con Bertolaso o sterzare su Meloni, e a me sembrava che l’ipotesi Meloni fosse fatta apposta per creare furbescamente problemi a Raggi – visto che in parte i bacini elettorali delle due candidate sono sovrapposti.
Ma poi quello se n’è uscito con la mossa del cavallo pazzo – mollare Bertolaso e Meloni e candidare Alfio – e io ho proprio pensato che in realtà era una cosa molto astuta. Brutta eh, ma astuta.

Perché candidare uno come Marchini, che potenzialmente prende da tutti i bacini elettorali, significa certificare l’impossibilità che qualcuno vinca al primo turno, ridurre parecchio i distacchi fra tutti e aprire ufficialmente l’opzione “Casino Totale” per il ballottaggio. È, insomma, un modo per aumentare il proprio peso: in uno scenario in cui comunque non puoi vincere, almeno rompi i coglioni un po’ a tutti.

Quindi, davvero chi lo sa come va a finire lì.

Comunque, nonostante l’incertezza, io se fossi romano a questo giro sarei contento.

Perché per una volta andrei a votare soddisfatto della crocetta che metterei, e dei nomi che scriverei.

Metterei la crocetta su Giachetti sindaco – e chi ogni tanto passa di qui sa già perché – e soprattutto scriverei due bei nomi per il consiglio comunale.

Uno è quello di Anna Paola Concia, l’altro quello di Alessandro Capriccioli, aka Metilparaben.

Io se fossi romano lo farei, e sarei contento.

Amici romani, se domenica voi che potete lo farete, secondo me poi sarete contenti anche voi.

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