Se si è meglio del giornale che si legge

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Lo ammetto, appena ho letto della terribile vicenda degli spari al tribunale di Milano, in cui hanno perso la vita (pare) 4 persone, la prima cosa che ho pensato è stata “Chissà chi sarà il primo a suggerire, a imbastire la metafora e disegnare la similitudine, a evocare il clima d’odio contro la magistratura?”

Un paio di idee l’avevo, ovviamente, ma va detto che nessun bookmaker avrebbe accettato scommesse con quote così ridicolmente basse. E infatti.

Vince di un’incollatura Gherardo Colombo, che dopo il riferimento regolamentare al clima d’odio dice “Non dico che vi sia un collegamento, me ne guardo bene, ma certamente questa continua sottovalutazione del ruolo, di svalutazione dei magistrati, contribuisce a creare un clima.

Tradotto: non dico che vi sia un collegamento, me ne guardo bene, ma sotto sotto vi spiego che il collegamento c’è.

Piazza d’onore per Alessio Liberati, magistrato e collaboratore del Fatto Quotidiano (lo so, sembra ridondante), che titola il suo pezzo direttamente Delegittimare i giudici è un po’ come ucciderli. Scrive Liberati: “Nel caso di specie la morte del collega è dovuta certamente alla follia di un uomo, ma c’è da riflettere sul se una persona poco equilibrata possa in qualche modo sentirsi “più giustificata” a puntare un’arma contro dei terroristi, matti, eversivi, comunisti, che vogliono cambiare il voto e delegittimare se stessi, che si preoccupano solo di ferie e che se sbagliano non pagano mai.

Di nuovo, a beneficio del lettore, la traduzione: la morte del collega è certamente dovuta alla follia di un uomo, ma facciamo che dentro “follia di un uomo” ci mettiamo anche “responsabilità civile” e in generale “riforma della giustizia”, e che comunque quell’uomo lì non si vede, ma sotto sotto ha i tratti di Matteo Renzi.

Ordine d’arrivo facilmente prevedibile, evidentemente. Ma è stato a questo punto che ho pensato di concedermi un’ulteriore botta di vita e provare a fare una cosa che non faccio mai: leggere i commenti dei lettori del Fatto.

Pescando a caso:

Sarà che magari era sull’onda dell’emozione, ma il post mi sembra del tutto “scentrato”!
Che c’entra la morte di questo magistrato per mano di uno che ha dato di matto con la “delegittimazione”?

Che dire?
Leggere il suo articolo fa letteralmente cascare le braccia; una colossale occasione sprecata di rimanere in silenzio ed evitarsi di scrivere una quantità impressionante ed inutile di luoghi comuni.
Il fatto poi che sia un magistrato (…) a scrivere un articolo simile, giustifica e spiega le tantissime ed enormi perplessità che l’opinione pubblica nutre nei confronti di tanta parte della magistratura italiana.

Vedi alla voce sciacallaggio morale.

Strumentalizzazione di bassa lega. Il punto è come sia stato possibile entrare in un tribunale con una pistola. Il resto è fuffa corporativa.

E per finire il sublime:

Riprovo per la seconda e ultima volta a postare un commento, già cancellatomi in precedenza:

Caro Liberati,
detto senza acrimonia, con tutta la considerazione per lei e i magistrati: questo articolo, fa più bella figura se lo ritira.

Ecco.

Non so voi, ma se la maggior parte dei commenti a un articolo del Fatto sono di questo tipo, tutto sommato io credo che qualche speranza possa ancora esserci.

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