Bene bravo bis, e però

mattarella

Se dovessi indicare il primo mattoncino con cui Matteo Renzi ha costruito il colpo da maestro dei giorni scorsi, probabilmente sceglierei la decisione di trasmettere in streaming la riunione dei grandi elettori PD, e la tempistica del suo intervento.

Il motivo dietro lo streaming a me sembra chiaro: due anni fa si era parlato di acclamazione entusiastica e unanime per Prodi, ma questa volta “la gente” ha potuto virtualmente partecipare alla riunione, ha potuto vedere con i suoi occhi. Sia chiaro, non c’entrano i discorsi sulla trasparenza. È stato un avvertimento: se qualcuno si smarcherà, se qualcuno non si atterrà alle indicazioni stabilite all’unanimità, sarà molto più difficile nascondersi dietro ricostruzioni, resoconti e aneddotica.

La tempistica dell’intervento di Renzi, invece, è sembrata fatta apposta per evitare qualunque ipotetica convergenza con i 5Stelle. Si doveva iniziare all’una e si è slittato all’una e mezza, poi il video per l’Expo, poi lui che fa la mezzoretta introduttiva, ed ecco che il nome arriva proprio un attimo prima che si concludano le quirinarie pentastellate e che si sappia chi è il prescelto. Per far passare chiaro il messaggio che tocca al PD guidare i giochi, e che il PD non ha alcuna intenzione di sottrarsi a questa responsabilità. E per evitare, naturalmente, che ci sia il tempo materiale di rimettere in discussione la scelta in base ai risultati che provengono da quella parte di web.

Questo, dunque, il primo mattoncino.

Non credo ci sia bisogno che mi metta io a indicare gli altri, visto che ormai in molti l’hanno fatto molto bene – in particolare quelli del Post e Christian Rocca.

Un paio di puntualizzazioni, però, credo si possano aggiungere.

La prima riguarda il PD, in particolare la minoranza del partito.

E’ quasi incredibile, ai tempi del PD renziano, vedere i Democratici così uniti, tutti contenti e soddisfatti, addirittura gli abbracci commossi con Rosy Bindi. Ma uno degli aspetti più machiavellici del colpo di Renzi è l’aver convinto la minoranza di aver vinto un po’ anche lei, laddove è chiaro che praticamente nulla cambierà nelle alleanze ad assetto variabile che reggono il governo e le riforme: i due rispettivi contraenti del Patto di Palazzo Chigi e del Patto del Nazareno, infatti, non hanno altra scelta che continuare sulla strada seguita finora, solo che adesso più che dire “Signorsì” a qualunque cosa gli chieda il PresdelCons non possono fare. Pensare che con questa mossa Renzi si sia deciso a mollare FI e NCD, e abbia dato retta a chi glielo chiedeva da tanto tempo, dichiarandosi quindi implicitamente pronto a “spostare a sinistra” l’asse del governo e delle riforme, è un’interpretazione certamente legittima, ma un filino illusoria. Soprattutto perché uno degli assi di questa geometria alternativa, il drappello parlamentare dei 5Stelle, ha una volta di più ribadito che preferisce giocare a Purezza&Rinnovamento invece che mettersi lì e fare effettivamente politica. E rivendicare la primogenitura dell’idea di un non-Nazareno, come fa Civati, significa saltare a piè pari la logica e gli obiettivi che il vero nome dietro quell’idea, il nome di Prodi, lasciava intravedere.

Quindi va bene, siamo tutti contenti, abbiamo vinto tutti: ma Renzi ha vinto di più.

La seconda puntualizzazione, invece, riguarda proprio Mattarella, il nuovo Presidente.

Siamo tutti d’accordo sulla levatura istituzionale del personaggio, ci mancherebbe – nonostante quel fenomeno di multiforme e variegata complessità che è stata la DC siciliana, nonostante Leoluca Orlando, nonostante i primi comizi di un giovanissimo Alfano.

Ma mi domando: è opportuno eleggere al Quirinale un giudice costituzionale?

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5 Pensieri su &Idquo;Bene bravo bis, e però

    • Mah, secondo me non tanto perché significa che nell’agire della Consulta può inserirsi una logica che non è puramente quella giuridica, ma che ha più a che fare con eventuali prospettive quirinalizie. Una cosa è il primato della politica, un’altra la commistione degli ambiti di riferimento.
      Che poi certo che alla fine sono sempre anche valutazioni “politiche”, eh, non sono così ingenuo. Però sarebbe saggio che almeno la prassi, o la consuetudine, fungessero da limite almeno informale.

  1. Concordo su tutto tranne sull’opportunità di eleggere un giudice della Corte Costituzionale: a quel punto si dovrebbe pensare anche che un politico non dovrebbe finire in Corte Costituzionale per via dei rapporti che potrebbe aver avuto col futuro Presidente della Repubblica. Cosa che potrebbe inficiarne il giudizio.

    • Eh, il problema (grosso) per me è ‘sto fatto che, se non sei magistrato, pare che non puoi fare neanche il consigliere comunale. La commistione tipicamente italiana, diciamo, dei due percorsi.

      • Il problema della commistione lo vedo nel momento in cui si permette di saltare da un posto all’altro e di potervi fare ritorno.

        Ad esempio, un magistrato che lascia la toga per fare politica e poi, torna a fare il magistrato. Ecco, questo non va assolutamente bene.

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