#JeSuisCharlie

Image: FRANCE-ATTACKS-MEDIA

Vi ricordate il reverendo Terry Jones?
Sì, il reverendo Terry Jones, quello che qualche anno fa in Florida minacciò di bruciare 200 copie del Corano nell’anniversario dell’Undici Settembre.
All’epoca, tutti (ma tutti eh, da Obama ai repubblicani a Sarah Palin) criticarono molto duramente la cosa, dicendo sostanzialmente “È una provocazione stupida, e molto pericolosa, perché può innescare una serie di reazioni violente in tutto il mondo islamico”. Seems legit.
Però una blogger femminista e musulmana (lo so, ma seguitemi) di nome Mona Eltahawy scrisse un pezzo che controattaccava questi attacchi. Non solo perché, come ovvio, la libertà di espressione è anche libertà di offesa ed è un diritto fondamentale, ma anche perché “to play the card of the “radicals in the Muslim world who would threaten our national security” is dancing on the stereotype of Muslims as crazies who need little reason to go berserk.
Certo che poi è facile dire “eh vabbeh, ma dopo una cosa come quella di oggi, puoi dargli torto?”. Ed è anche impossibile non capire chi, da dentro le redazioni, dice “eh, ma a questo punto, la responsabilità di pubblicare certe cose – certe vignette, diciamo – non è più solo giornalistica, perché rischia di mettere in ballo addirittura la vita di chi in queste redazioni ci lavora”.
Però ecco, sarebbe bello se domani mattina, tutti i giornali, ma tutti – in Italia, in Europa, nel mondo – mettessero in prima pagina le vignette di Charlie Hebdo.

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