La strana coppia

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Beppe Grillo partecipa a Porta a Porta, e si conferma quell’impressione che qualcuno aveva avuto – vabbeh, qualcuno: questo blog, essenzialmente – secondo cui il Movimento 5 Stelle è ancora un solido oscuro e poco chiaro, e alla fine hanno ragione un po’ tutti.

Seguendo il lungo scambio con Vespa, infatti, ci si rende conto di due cose, ben distinte e anzi per certi versi contrapposte.

La prima: è vero, lapalissiano, autoevidente, che Grillo non risponde a una domanda che sia una. Svicola, scarta di lato, prova a dribblare, a buttarla in tribuna o quantomeno in vacca, ma Vespa se ne accorge e – nei limiti consentiti dall’ospitalità che contraddistingue il suo salotto – lo rimette più o meno in riga, talvolta con una domandina pungente, talaltra con un’osservazione ficcante. E si dimostra, così, padrone del campo, facendo anche vedere come si fa a normalizzare Grillo: lo si tratta come tutti gli altri, normalizzando le reazioni alle sue provocazioni.

La seconda: eppure, proprio ricorrendo a questa tecnica di svicolamento sistematico, Grillo si mostra perfettamente funzionale al suo pubblico di riferimento. Svicola, cioè, spostando il piano del discorso su terreni più congeniali a lui e al suo elettorato, quelli che uniscono la filippica catastrofica con la denuncia generica condendo il tutto con dosi massicce di “so ben io cosa ci vorrebbe, ma non conviene a nessuno, e non lo vogliono fare perché sono disonesti, solo noi no”. E rinfocola il senso di diversità, di alterità radicale e di purezza che caratterizza chi lo vota.

Insomma, tutti e due, Vespa e Grillo, mirano al proprio pubblico: stanno entrambi predicando ai convertiti, ciascuno ai suoi. Per questo hanno ragione tutti – quelli che dicono che Vespa l’ha fatto nero, e quelli che invece “Vai Beppe, fagliela vedere tu!”.

Ora, se questo è vero, è inevitabile farsi qualche domanda sul punto attualmente occupato dal M5S lungo la sua traiettoria: perché Grillo che rompe il tabù e va in tv – lui, e un sacco di altri “cittadini” – e però sostanzialmente parla ai suoi, senza adeguare il format, qualche interrogativo lo fa nascere. Non è che siamo già passati dalla fase di conquista a quella di assestamento, dallo scouting elettorale alla necessità di consolidare il proprio bacino? Perché se è così, quel 25% di febbraio scorso potrebbe addirittura rappresentare la soglia strutturale del MoVimento. Quella soglia che è difficilissimo superare, e da cui è invece molto facile arretrare.

Mah. Alla fine basta avere ancora un po’ di pazienza, e aspettare qualche giorno. Domenica è vicina. 

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