“Di vecchia volpe ce n’è una sola”

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Facciamo un esperimento.

Sui giornali che avete a portata, sui siti di news che controllate quotidianamente, anche solo sulle vostre wall Facebook e timeline Twitter, provate a vedere quanti fino a venerdì scorso riportavano qualcosa sui 12 referendum proposti dai Radicali. Poi ripetete il controllo sugli stessi giornali, siti e bacheche a partire da domenica mattina.

Noterete un aumento esponenziale: più o meno tutti i quotidiani ne parlano, ne danno una descrizione, ancorché sommaria, e sui social network i commenti e le prese di posizione pro/contro si sprecano.

Cosa è successo in mezzo?

La foto qui sopra.

Anche io ho passato mezzore buone a discutere con molti miei contatti di questa foto. E ho raccolto qui e là riflessioni sparse, che mi permetto di sottoporvi insieme a link di cose furbe pensate e scritte da altri.

Sgombero nuovamente il campo: come già scrissi, a me Pannella non sta particolarmente simpatico. Ma questa mossa, stare seduto di fianco a Berlusconi che firma, come due compagni di scuola vicini di banco, è – per usare una desuetissima terminologia sportiva – una zampata da vecchio leone.

Perché da regista di questa semplice sequenza Pannella è riuscito ad ottenere almeno tre cose.

In primo luogo, come si diceva, i referendum hanno conquistato una visibilità che prima non era lecito nemmeno sognare: oggi se ne sente parlare in giro, capita di cogliere qua e là qualche richiesta di spiegazione su questa storia dell’abolizione dell’ergastolo, o sulla responsabilità civile dei magistrati, o sul divorzio breve, roba che fino a una settimana era materia nota quasi esclusivamente solo a chi già orbitava intorno alla galassia radicale. There is no such thing as bad publicity, e Pannella lo sa benissimo.

Poi, probabilmente molti riterranno che i Radicali, con questa firma “eccellente”, abbiano perso (definitivamente) credibilità, che non abbiano più diritto di cittadinanza all’interno del recinto del centrosinistra, oppure che se Berlusconi ha firmato l’ha fatto solo per suo interesse, e che certamente avrà una sua strategia per uscirne vincente e come al solito lasciare i cocci agli altri. Beh, da un certo punto di vista: chi se ne frega.

Berlusconi ha firmato solo per interesse? Mi pare ovvio. Ma quello che stiamo perdendo di vista è che la posta in gioco è, su alcune questioni centrali come la giustizia e i diritti civili, quella famosa rivoluzione liberale di cui lui ha parlato per anni, senza poi però far nulla. Berlusconi sta usando i Radicali e i loro referendum? Probabile. Ma qui si sta vedendo il suo bluff. Farlo firmare al banchetto è il modo in cui gli si sta dicendo “Ora vediamo se queste cose qui, per farle, ci metti la faccia davvero. Ora vediamo se davvero ci credevi, quando ne parlavi nel 1994.” E Berlusconi o ci sta, e quindi magari si riesce ad ottenere qualcosa che sarebbe una conquista per tutti; oppure perde credibilità anche sull’unica cosa in cui la sua narrazione aveva mantenuto una certa coerenza, cioè la questione della giustizia. In sostanza, siamo noi a usare lui.

Infine, vorrei prendere a prestito un commento fatto da un’amica sulla mia bacheca, per sottolineare un ulteriore aspetto della potenza visiva di quest’immagine. Facendolo sedere lì, al suo fianco, come un compagno di banco, Pannella tratta Berlusconi come un suo pari: meglio, come un suo coetaneo. Come un vecchio. Per citare le parole della mia amica, “Mai visto B così debole e vulnerabile come su quel banchetto. Di vecchia volpe ce n’è una sola.”

P.S. Sul punto specifico, però, cioè su “cosa pensare ora che addirittura Berlusconi (il caimano, il nemico, il corruttore, fate voi) ha firmato per i referendum?”, credo che le cose più intelligenti le abbiano nel frattempo scritte altri. Quei referendum, oltre ad essere una – come si dice – questione di civiltà, sono anche roba di sinistra, e quindi facciamo attenzione a non farci superare a sinistra non da SeL, non dal M5S, ma dal Cav, addirittura; soprattutto, però, come un saggio commentatore di un forum radicale su Facebook si domandava, “sono i referendum a qualificare chi li firma o chi li firma a qualificare i referendum?”

Il saggio commentatore, poiché saggio, si rispondeva anche: “nessuno dei due casi, i referendum si qualificano per i temi che trattano.”

Amen.

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2 Pensieri su &Idquo;“Di vecchia volpe ce n’è una sola”

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